E’ come scoprire che, nella sua versione originale, Aspettando Godot finisce con Godot che effettivamente arriva, e dice cose sentimentali, o anche solo sensate. E’ come scoprire che nella versione originale dei Promessi Sposi Lucia manda a stendere Renzo e finisce alla grande con una tirata anticlericale.
Cercavo una pagina e ho trovato il messaggio di errore più lungo della storia: il server che si lamenta della sua vita.
Your request is totally erroneous.
Its not here.
Even tried multi.
Nothing helped.
I’m really depressed about this.
You see, I’m just a web server…_
[etc]
Comunque finora mi sono piaciute That’s life e Viva la vida.
The difference between a tourist and a traveller is that, the tourist carries his own atmosphere around him, while the traveller tries to lose himself in his surroundings
Freya Stark, The Valleys of the Assassins: and Other Persian Travels letto qui
Fammi Scegliere
Fammi Scegliere

Pride and Prejudice and Zombies. Aspetto con ansia l’adattamento cinematografico.Via Inkiostro
Pride and Prejudice and Zombies. Aspetto con ansia l’adattamento cinematografico.
Via Inkiostro

La storia è questa. Gino Paoli ha fatto un disco nuovo. Dentro c’è una canzone che parla di un uomo che violenta una bambina. Poi l’uomo morirà e la bambina avrà un momento di tenerezza e pietà per lui. Tutto questo potrebbe essere consegnato alle notizie minori di un giornale di spettacolo. Se non fosse che l’ufficio stampa di Paoli deve aver fiutato l’opportunità, e in alcune redazioni si è accesa la lucina “scottante tema della pedofilia”.
E qui è intervenuta Alessandra Mussolini, a capo della commissione parlamentare per l’infanzia. Che ha deciso di “convocare” Gino Paoli. Tutto vero. Avrebbe detto la Mussolini: “È un testo equivoco. Visto il testo della canzone abbiamo deciso di audirlo (sic!) perché è equivoco e non c’è una giustificazione per atti del genere”. “Tutto ciò è di pessimo gusto”, ha aggiunto Gabriella Carlucci. E ancora la Mussolini: “Se fosse stata in vigore la legge contro la pedofilia culturale forse Paoli non avrebbe potuto cantare questo brano”. La cosa? Una legge “contro la pedofilia culturale che tra pochi giorni sarà firmata in Parlamento”.
Insomma: C’è in Italia una commissione parlamentare che convoca un cantautore per chiedergli conto di una sua canzone, e che annuncia una legge che impedisca la libertà di espressione nella musica e nella cultura. Vieteranno la vendita di “Lolita”. Sono matti.
Kerr might work! Can it evade Hawking’s chronology protection conjecture?
— Daniel Faraday
The chronology protection conjecture is a conjecture by the physicist Professor Stephen Hawking that the laws of physics are such as to prevent time travel on all but sub-microscopic scales. Mathematically, the permissibility of time travel is represented by the existence of closed timelike curves. Many attempts to generate scenarios for closed timelike curves have been suggested, and the theory of general relativity does allow them in certain circumstances (for example, it would allow for a time machine constructed from a wormhole - see Wormholes and time travel). But attempts to incorporate quantum effects into general relativity using semiclassical gravity seem to make it plausible that vacuum fluctuations would drive the energy density on the boundary of the time machine (the Cauchy horizon of the region where closed timelike curves become possible) to infinity, destroying the time machine at the instant it was created or at least preventing anyone outside it from entering it. The question then arises: is this apparent censorship of closed timelike curves a global constraint of physics, in the same way as a conservation law, or is it a series of accidental coincidences?
Non è Morgan che dimostra di sapere l’inizio delle Bucoliche in metrica (cosa che, me compreso che facevo schifo, imparano tutti gli studendi di un normalissimo liceo classico quando iniziano letteratura latina), sei tu che non solo non sorvoli ma dai a te stessa dell’ignorante e ci ridi sopra perché tanto mal comune mezzo gaudio. E’ terribile, non c’è un cazzo da ridere.